EMDR

L’EMDR, cioè Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari, è una tecnica utilizzata in psicoterapia che ha avuto risultati eccellenti nel trattamento di persone che hanno subito traumi, di grave o media entità, e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.

L’EMDR si è dimostrata estremamente efficace nel risolvere casi di Disturbo Postraumatico da Stress (PTSD) ma anche in situazioni di attacchi di panico, ansia, fobie, depressione.

La scoperta del metodo è dovuta alla dottoressa Francine Shapiro che ha avuto questa geniale intuizione nel 1987. Da allora questo metodo ha ricevuto più conferme empiriche di qualunque altra tecnica terapeutica. E’ stato  scientificamente validato da più di venti studi controllati condotti su pazienti e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie quali l’ansia, la depressione, le fobie, i disturbi somatici e le dipendenze.

L’EMDR ha ottenuto riconoscimenti a livello mondiale. Ad esempio nel 2011, l’Amministrazione per l’Abuso di Sostanze e Servizi di Sanità Mentale degli Stati Uniti, ha riconosciuto la psicoterapia EMDR tra i trattamenti più empiricamente validati (evidence-based) ed efficaci nel trattamento dell’ansia, della depressione e del PTSD.

Dal 2013, l’EMDR è inclusa nelle raccomandazioni dell’OMS come Psicoterapia di elezione per il Disturbo Postraumatico da Stress nei bambini, negli adolescenti e negli adulti.

 

Ma come funziona l’EMDR?

L’EMDR considera la sofferenza mentale come un epifenomeno causato da informazioni immagazzinate in memoria in maniera disfunzionale.

Quando una persona subisce un evento traumatico o vive per lungo tempo una situazione particolarmente stressante, viene disturbato l’equilibrio eccitatorio/inibitorio necessario per la corretta elaborazione dell’informazione in memoria. Questo provoca una sorta di “congelamento” dell’informazione nella sua forma ansiogena/traumatica originale, nello stesso modo in cui è stata vissuta. Questa informazione “congelata” e racchiusa nelle reti neurali non può essere elaborata e quindi continua a provocare disagio e disturbi psicologici.

L’EMDR utilizza i movimenti oculari. Si chiede alla persona di seguire con gli occhi il movimento delle dita del terapeuta per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, provocando così una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali.

I movimenti oculari, eseguiti mentre il paziente si focalizza sull’evento traumatico o stressante, e le emozioni negative rivissute facilitano la desensibilizzazione dell’esperienza stressante e la rielaborazione dell’informazione fino al ritorno di un buon equilibrio emozionale.

Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico subiscono una desensibilizzazione e perdono la loro carica emotiva negativa.

Dal punto di vista clinico e diagnostico, dopo il trattamento con EMDR il paziente non presenta più la sintomatologia tipica del disturbo postraumatico da stress.

L’obiettivo dell’EMDR è quello di ripristinare il naturale processo di elaborazione delle informazioni presenti in memoria per giungere ad una risoluzione adattiva attraverso la creazione di nuove connessioni più funzionali. Una volta avvenuto questo, il paziente può vedere l’evento disturbante e se stesso da una nuova prospettiva.

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