PERCORSO MDPAC: Un viaggio emotivo alla riscoperta di se stessi!

Il Metodo del Disegno Psicoemotivo per l’Analisi e la Consapevolezza (MDPAC) è un Percorso strutturato a livello psico-educativo.

Aiuta a riconoscere le origini delle proprie emozioni ed a differenziarle raggiungendo un livello integrato di consapevolezza psicofisica.

E’ articolato in quattro fasi e favorisce il processo di individuazione attraverso l’analisi di questioni trans-generazionali che non sono state risolte dalle figure di attaccamento.

Raffigurazione Percorso MDPAC

In questo lavoro di integrazione, la persona viene stimolata, attraverso la consapevolezza e l’analisi degli aspetti emotivi, cognitivi e corporei, al raggiungimento della propria autonomia psico-emotiva dalle figure genitoriali.

Il terapeuta, garantendo un ambiente “pre-dis-ponente”, assume il ruolo del Virgilio che accompagna il Dante personaggio a riappropriarsi del Dante autore e divenire guida di se stesso.
La storia del paziente e quella del terapeuta si incontrano generando un nuovo percorso: in tal senso è possibile affermare che la somma di Uno più Uno è uguale a Tre.

La cornice teorica dell’MDPAC è fondata sull’integrazione di diversi approcci come quello psicoanalitico (M. Mahler: fase autistica vs separazione/individuazione; D.Winnicott: dipendenza assoluta vs. autonomia ed il processo di differenziazione tra Me e Non Me; la teoria dell’attaccamento di Bowlby: stili di attaccamento e modelli operativi interni), l’approccio sistemico relazionale, l’approccio cognitivo e quello della psicologia regolativa di Luscher.

 

Il protocollo prevede quattro fasi:

1. Disegnare il proprio albero genealogico;
2. Lavorare con il disegno e la scrittura su una sequenza di 12 emozioni lungo il continuum temporale “passato-presente-futuro”;
3. Ridisegnare il proprio albero genealogico confrontandolo con quello precedente;
4. Procedere con il “taglio del cordone fotografico”.

Generalmente la tecnica del disegno viene usata con i bambini per far emergere i loro vissuti. Attraverso il disegno viene chiesto al paziente di abbandonare la posizione di adulto facendo scendere in campo aspetti cognitivi ed emotivi che risalgono alle relazioni che hanno caratterizzato la propria infanzia, consentendo una scarica neurofisiologica attraverso il gesto grafico.

Dopo il disegno, la scrittura richiama invece le dimensioni dell’Io adulto.

Lo scopo è quello di guidare la persona lungo un processo di individuazione, favorendo la sua autonomia emotiva e psichica dall’Io infantile e dalle figure genitoriali, aiutandola così a raggiungere un maggiore equilibrio.

Durante il percorso quindi, il paziente regredisce per poi progredire verso l’adultità!

 

APPROFONDIMENTI

MDPAC
OPP Talk – Ordine degli Psicologi del Piemonte

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